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domenica 23 settembre 2012

21-9-12 SEPTEMBER FEST DELLA GRANDE HOSTARIA

Luogo Hostaria der Diomira giorno 21 Settembre 2012 0re 20,45 - 01,30 Partecipanti: Sor Giannetto,Sor Tarquinio,Sor Zagaja, Sor Massimo, Sor Pasquale, Sor Gianfranco Senior e Sor Gianfranco. Cari vignaroli e non dopo 2 mesi d'assenza dar blog torno con cronaca de na mitica frascetta.....Sta Fraschetta nasce come risposta della Grande Hostaria all'October Fest , negli anni passati a Settembre la G.H. grazie al Sor Paolo (grande assente insieme a Sor Marco e Sor Angelo di questa fraschetta)ha provveduto a fare le prove generali con la mitica fraschetta Settembrina, quest'anno è stata Istituzionalizzata la fraschetta settembrina con l'appellativo di SEPTEMBER FEST DELLA GRANDE HOSTARIA... Ma veniamo alla cronoca : Er sottoscritto e er Sor Pasquale giungono sur luogo alle 20,45 seguiti a ruota dar Sor Gianfranco Senior che tutto incravattato (giungeva dar lavoro) manco entrato s'è scravattato e messo a suo agio....Er sor Tarquinio,Sor Giannetto erano già ai fornelli, er Sor Gianfranco junior saluta tutti e se mette a riposa (era stanco perchè già s'era abboffato prima) e ce lascia (pe modo de di ..ronfava a tre metri da noi.)all'apertura ufficiale della frasca... Er Sor Zagaja nonostante er turno lavorativo alla sbarra interviene con veemenza a tratti nella frasca (praticamente ogni quarto d'ora sonava er campanello, entrava,diceva na cazz.., volevo di na perla de saggezza e riusciva pe ritorna alla sbarra apricancello)Gli argomenti sono vari i viaggi der zagaja, la politica dopo la guerra, quanto rubano i politici, poesia romana e altre dissertazioni di altissimo livello.. La serata scorre con molta allegria tra bottiglie di birra italiana e : fagioli con spezzatino ar sugo piccante, fagioli coll'occhio in bianco con cipolla di tropea, fagioli ciavattoni ar sugo con zampetti de maiale, tortino di peperoni alici e capperi, melanzane con sugo, salsicce a grana grossa e salsicce a grana fina alla brace, wusteroni alla brace, nocino, limoncello e spumante piementose.... Si procede alla lettura di cinque poesie der grande Sor Trilussa, ho messo tutti e 5 i video ma purtroppo la mia macchina fotografica digitale è passata a migliore vita qualche giorno fa , mi hanno prestato una vecchia macchina digitale che ha fatto bene le foto e i video ma nun m'hanno avvisato che non faceva l'audio, i video li ho lasciati comunque perche me sembrano dei tempi der muto e la mimica dei vignaroli è esaustiva lo stesso. Dopo il rito der sigaro e qualche artra chiacchiera chiudola frasca alle 24,30 la maggior parte dei vignaroli lascia l'Hostaria der Diomira dove rimangono er Sor Tarquinio e er Sor Giannetto a chiacchiarerare e soprattutto a farsi un altra bottiglia di ottimo prosecco fino alle 1,30, plauso gigante alla potenza e alla resistenza dei due vignaroli Senatori. Lunga vita a bacco ! ve saluto Sor Massimo -Hostaria der Curato

sabato 14 luglio 2012

14 Luglio i 38 anni der Sor Marco

Lunga vita a Bacco, il 14 Luglio er Sor Marco compirà le sue 38 primavere, er Sor Marco è un vignarolo tosto magna pe tre e beve pe quattro per cui è sempre un piacere avello ar fianco (soprattutto pe finisse na boccia de vino), ripropongo sotto le sue foto il video dei detti romani che su youtube è stato visto più di 30000 volte, nun me resta che salutatte fatte li mejo auguri e aspettatte co la boccia in mano alla prossima frasca. sor Massimo

sabato 7 luglio 2012

Luglio 2012 Fraschetta "Piatto ricco mi ci ficco..."

Lunga vita a Bacco ...carissimi in attesa der resoconto dello scrivano tenendo conto che fanno 50 gradi e bisogna stare leggeri accenno solo poche cose de quelle che ci siamo ingollati ieri sera soppressata, frigitelli,olive,melanzane gratinate,fagioli co le cipolle, fagioli ar sugo, mortazza a tocchi, salume di cinghiale a tocchi,trippa, pasta all'avanotti, grigliata mista de carne.....e me fermo qui nun se semo regolati!!!salute a tutti.... La macchinetta si era m'briacato pure lei il giorno della frasca era il 6 Luglio 2012 l'orario parte dalle 20,40 fino 24,15...

venerdì 22 giugno 2012

LA MAGICA NOTTE DI SAN GIOVANNI

La notte tra il 23 e il 24 giugno è la notte di San Giovanni, una notte magica, una notte in cui è possibile incontrare le streghe e in cui gli spiriti sono liberi nell'aria. Secondo una credenza popolare in questa notte i fantasmi di Erodiade e di Salomè, responsabili dell'uccisione di San Giovanni Battista e per questo condannate a vagare per il mondo su una scopa, chiamavano a raccolta tutte le streghe sui prati del Laterano. Per scongiurare questo rischio ecco che tutta la piazza si riempiva di falò accesi e da tutti i Rioni si concentravano i Romani per pregare, vedere le streghe e mangiare le lumache. Le corna delle lumache simboleggiano infatti le discordie e le preoccupazioni, e mangiarle significa mettere pace, cancellare tutto in questa notte magica e dare il via d un nuovo inizio fatto di pace e prosperità. Chi non si fidava dello spurgo garantito dagli osti preferiva magari comprare le lumache dai lumacari e cucinarle a casa portandole poi alla festa in un pentolino al tavolo dell'osteria dove, ordinando da bere, le mangiava in compagnia degli altri famigliari. Era inoltre molto importante far rumore con le trombe, con i campanacci, tamburelli e petardi. Solo con i rumori assordanti e con la luce si poteva infatti impedire alle streghe di cogliere certe erbe che, raccolte in questa notte speciale, sarebbero state alla base dei loro incantesimi. Ed era importante munirsi d'aglio e usare alcuni accorgimenti prima di uscire di casa, per impedire alle streghe di entrare: era necessario rovesciare davanti alla porta di casa una manciata di sale grosso e una scopetta di saggina. Le streghe si sarebbero fermate incuriosite sull'uscio per contare i grani del sale e i fili di saggina e perdendo spesso il conto avrebbero dovuto ricominciare fino all'alba, quando il sole le avrebbe fatte scappare via. La festa terminava all'alba quando il papa si recava a San Giovanni per celebrare la messa. Dal 1891 venne organizzato annualmente un festival della canzone romana. Si racconta che proprio la prima edizione fu caratterizzata da un incidente che ne posticipò addirittura di una settimana lo svolgimento. Il palco del concerto rischiò infatti di crollare sotto il peso dell'orchestra. Tutti pensarono al malocchio e la rassegna si tenne la settimana successiva. La canzone che vinse si intitolava “le Streghe”, di Leopoldo Fregoli. Giggi Zannazzo così ci descrive questa notte: “La viggija de San Giuvanni, s’aùsa la notte d’annà’, ccome sapete, a San Giuvanni Latterano a ppregà’ er Santo e a mmagnà le lumache in de ll’osterie e in de le bbaracche che sse fanno appostatamente pe’ quela notte. For de la Porta, verso la salita de li Spiriti, c’era parecchi anni fa, ll’osteria de le Streghe, indove quela notte ce s’annava a ccéna. A ttempo mio, veramente, non se faceva tutta ’sta gran babbilogna che sse fa adesso. Ce s’annava co’ le torcie accese o cco’ le lenterne, perchè era scuro scuro allora, ppe’ divuzzione davero, e ppe’ vvedè’ le streghe. Come se faceva pe’ vvedelle? Uno se portava un bastone fatto in cima a forcina, e quanno stava sur posto, metteva er barbozzo drento a la furcina, e in quer modo poteva vede’ bbenissimo tutte le streghe che ppassàveno llaggiù vverso Santa Croce in Gerusalemme, e vverso la salita de li Spiriti. Pe’ scongiuralle, bbastava de tienè’ in mano uno scopijo, un capodajo e la spighetta cor garofoletto. S’intenne che pprima d’uscì’ dda casa, de fôra de la porta, ce se metteva la scopa e er barattolo der sale. Accusì si una strega ce voleva entrà’ nu’ lo poteva, si pprima che sonassi mezzanotte nun contava tutti li zzeppi de la scopa e ttutte le vaghe der sale. Cosa che bbenanche strega, nu’ je poteva ariuscì’; perchè, si sse sbajava a ccontà’ aveva d’arincomincià’ dda capo. Pe’ non faccele poi avvicinà’ ppe’ gnente, bbastava a mmette su la porta de casa du’ scope messe in croce. Come la strega vedeva la croce, er fugge je serviva pe’ ccompanatico! Presempio, chi aveva pavura che la strega j’entrassi a ccasa da la cappa der cammino, metteva le molle e la paletta in croce puro llà, oppuramente l’atturava cor setaccio.” fonte http://www.facebook.com/Roma.Sparita

venerdì 18 maggio 2012

20 MAGGIO LA FESTA DER CURATO!

LUNGA VITA A BACCO, ER 20 COMPIRO' 44 ABBACCHI IN FILA PER TRE CON IL RESTO DE UNO, CON L'OCCASIONE ME AUGURO TRA LE VARIE COSE DE SEGUI UN PO DE PIU' QUESTO BLOG E L'ARTRI DE L'AMICHI VIRTUALI, UN BRINDISI A TUTTI I VIGNAROLI E NON!

mercoledì 9 maggio 2012

10 maggio Li 43 Anni der Turco!

Auguri de core ar Sor Angelo magna , beve e arimagna come un Turco anzi due!ARZO ER BICCHIERE Alla SALUTE TUA E DEI TUOI CARI!.

martedì 1 maggio 2012

Qualche ricetta con il re dei vini il Barolo

Un po' di storia e di ricette sul mio vino preferito.... Il Vino Barolo prende il nome dalla nobile famiglia Falletti, marchesi di Barolo, che ne iniziarono la produzione nei loro vigneti agli inizi del XIX secolo. Si racconta che un giorno la marchesa Falletti offrì al re Carlo Alberto, 300 carrà di Barolo, perché il Re aveva espresso il desiderio di assaggiare quel “suo nuovo vino”; l’omaggio passò alla storia: le carrà erano infatti botti da trasporto su carro, della capacità di circa 600 litri. Carlo Alberto rimase così entusiasta del vino avuto in dono che decise di comprare la tenuta di Verduno per potervi avviare una sua produzione personale. La storia di questo vino come marchio di fabbrica comincia con un matrimonio, quello dell’ultimo Marchese Faletti di Barolo con la sposa Giulietta Colbert di Monlevriere a Parigi, un matrimonio combinato da Napoleone. Il salotto della marchesa di Barolo a Torino era il luogo dove i Savoia facevano la diplomazia. Cavour era di casa,mentre Silvio Pellico morì nel palazzo dei Barolo . Questo vino era già vino delle mense nobili, Giulietta lo fece conoscere nelle corti europee. Il Barolo allora si chiamava nebbiolo vecchio, di prima o seconda qualità. L’invecchiamento del Barolo avveniva a Palazzo Barolo a Torino e non qui a Barolo. A metà ottocento in cascina, la proprietà era coltivata in modo misto: vigneto, frutteto, pascolo, noccioleto, zootecnia, cereali, e il bosco. I filari si coltivano distanti, in mezzo ai filari c’erano i cereali, le fave. La marchesa muore nel 1864, senza eredi. Tutte le proprietà passarono ad un ente morale che aveva possibilità di vendere per alimentare le opere di beneficenza di cui l’ente si occupava:, collegi per orfane, primi asili infantili, le carceri. Le proprietà si polverizzarono. Tutto fu difficile per molti decenni a causa della prima guerra mondiale e dell’arrivo della fillossera nel 1930 che vi restò fino al dopo guerra distruggendo tutte le viti. Si salvarono solo quelle nei conventi, nelle grange e nelle abbazie. Dopo la ripresa, questo vino ritorna ad essere rispettato ed ottiene nel 1966 la DOC e nel 1980 la DOCG. Venne riconosciuto al concorso di Vienna nel 1873 come vino tra i più prestigiosi dell’epoca con 7 medaglie d’oro. Inoltre, molto importante è stato anche l’anno 1934 con la nascita del Consorzio dei vini tipici di Barolo e Barbaresco con il compito di difendere questi due vini. Camillo Benso Conte di Cavour ebbe il merito di aver fatto arrivare in zona un famoso enologo francese per “costruire” un vino secco, importante, “alla moda di Bordeaux”. Il risultato trovò un immediato riscontro presso Casa Savoia e presso le corti di tutta Europa. Il Barolo è apprezzato per la cultura, la tradizione e il duro lavoro che ha in sè: grazie all’alta qualità, questo prodotto mantiene la presenza sul mercato, ottiene ulteriori consensi e riscuote conferme d’immagine oltre che di gradimento in campo nazionale ed internazionale. Oggi quella del Barolo è la denominazione italiana di maggior pregio e i due castelli che hanno visto la sua nascita, quello dei Marchesi di Barolo, e quello del conte di Cavour, sono sedi di importanti enoteche. Esso si produce con uve di Nebbiolo, e ancora oggi, al di fuori della zona d’origine del Barolo, nelle Langhe prende il nome di Nebbiolo d’Alba e di Langhe Nebbiolo. Questo pregiato vino è definito “Re dei Vini e Vino da Re”.
Brasato al Barolo Ingredienti (per 4 persone): gr. 800 di carne magra della coscia di manzo, gr. 50 di pancetta, gr. 50 di burro, una spruzzatina di brandy, farina 00. Per la marinatura: Una bottiglia di Barolo non molto invecchiato, 2 o 3 carote, 2 costole di sedano, una cipolla, le foglie di un rametto di rosmarino, 3 chiodi di garofano, un pizzico di timo, uno spicchio d'aglio, una foglia di alloro, un pezzetto di cannella, 3 grani di pepe raccolti in un sacchettino di garza. Preparazione: Steccate la carne con qualche listarella di pancetta, mettetela in una terrina con le verdure tagliate a pezzetti e il sacchettino con gli aromi e le spezie; versate il barolo, coprite con un piatto e lasciate marinare (circa un giorno), coperto, in luogo fresco (non in frigo), rimescolando qualche volta. In una casseruola soffriggete nel burro la rimanente pancetta tritata, poi rosolate la carne scolata e leggermente infarinata, versate quindi tutta la marinata e portate a bollore; dopo una decina di minuti togliere il sacchettino degli aromi, salate, coprite e portate a cottura a fuoco basso. Togliete quindi la carne e tenetela al caldo, passate il sugo nel passaverdure, rimettetelo sul fuoco, addensatelo, regolatelo di sale e spruzzatelo col brandy. Dopo qualche minuto di bollore versatelo sulla carne affettata e servite con polenta o purè.
Risotto al Barolo Ingredienti (per 4 persone): 400 gr. di riso - vino barolo - mezza cipolla - 30 gr. di burro - mezzo litro di brodo vegetale - sale. Preparazione: fate appassire mezza cipolla con 50 gr. di burro, quando sarà morbida aggiungete il riso e fate tostare per 2 minuti. Versate mezza bottiglia di Barolo non troppo invecchiato e iniziate la cottura a fuoco medio, mescolando ogni tanto il riso. Continuate la cottura, aggiungendo via via il brodo salato (ne basterà mezzo litro) quando il vino sarà assorbito. Il tempo complessivo di cottura e di circa 20 minuti. Amalgamate infine con 30 g. di burro a fiocchetti, 1 manciata di prezzemolo tritato e, se lo ritenete necessario, un po' di sale.
Manzo al Barolo Ingredienti (per 4 persone): 800 gr. di carne di manzo magra - 60 gr. di lardo a dadini - 60 gr. di burro - 2 cucchiai di olio d'oliva - 1 cipolla - 1 carota - prezzemolo - 1 foglia di alloro - 3 bicchieri di vino barolo - 1 spicchio d'aglio - 3 foglie di salvia - 1 gambo di sedano - farina, timo, noce moscata - sale, pepe, rosmarino. Preparazione: tritate la carota, il sedano e tagliate la cipolla a fettine; tritate insieme il prezzemolo, l'aglio, la salvia e il rosmarino mescolandoli con sale, pepe, timo e un pizzico di noce moscata. Infilzate la carne con i dadini di lardo. Mettete a soffriggere la cipolla in un tegame con burro e olio, poi unite la carne passata nella farina. Aggiungete le verdure tritate e l'alloro. Quando la carne sarà dorata toglietela dal tegame; nel sugo di cottura, invece, aggiungete un po' di farina e un bicchiere di Barolo mescolando bene. Cuocete fino a che il sugo non si addensi; poi rimetteteci la carne, copritela con il Barolo rimasto, salate e cuocete per 3 ore.
Anguilla piemontese con il Barolo Ingredienti (per 4 persone): 1 anguilla da 1 kg - 1/2 litro di vino barolo - 550 gr. di riso - 1 ciuffo di prezzemolo - 1 carota - 1 cipolla - burro - formaggio grana. Preparazione: pulite e tagliate a pezzi 1 anguilla da 1 Kg. e mettetela in una casseruola con 1/2 litro di vin Barolo, 1 ciuffo di prezzemolo, 1 carota, 1 cipola e sale. Lasciate quindi cuocere l'anguilla a fuoco lento; nel frattempo fate lessare 550 gr. di riso e conditelo con burro e formaggio grana. Sistemate il riso su un piatto rotondo e ricopritelo con i pezzi dell'anguilla.
Stracotto al Barolo Ingredienti: gr. 700 spalla di vitellone - un trito abbondante di cipolla - 1 carota - sedano - 2 bacche di ginepro - una foglia di alloro - 2 bicchieri di vino barolo - 1 dado - sale - pepe - olio - burro. Preparazione: Brasare la carne passandola 5 minuti sul piatto grigliante ben caldo. Sistemare in una pirofila il trito di cipolla, carota e sedano, le bacche di ginepro e la foglia di alloro, olio e burro. Adagiare la carne e cuocere per 10 minuti, rigirando la carne tre volte per insaporirla da tutte le parti. Aggiungere il vino e il dado. Cuocere coperto per 30 minuti, rigirando spesso la carne e controllando che il sugo di cottura non diminuisca troppo; in questo caso aggiungere un po' d'acqua. Prima di servire aggiustare di sale il sugo di cottura, che deve risultare piuttosto saporito e denso. Servire con purè di patate o polenta.

domenica 29 aprile 2012

I 74 ANNI DER SOR TARQUINIO

Oggi er grande sor Tarquinio compie l'anni, lealtà, fiducia,intelligenza, sono qualità der Sor Tarquinio, un grande vignarolo degno de stima...alla tua salute! Massimo

mercoledì 4 aprile 2012

'NA PREDICA DE MAMMA



'NA PREDICA DE MAMMA

L'amichi? Te spalancheno le braccia
fin che nun hai bisogno e fin che ci hai;
ma si, Dio scampi, te ritrovi in guai,
te sbatteno, fio mio, la porta in faccia.

Tu sei giovene ancora, e 'sta vitaccia
nu' la conoschi; ma quanno sarai
più granne, allora te n'accorgerai
si a 'sto monno c'è fonno o c'è mollaccia.

No, fio mio bello, no, nun so' scemenze
quer che te dice mamma, 'sti pensieri
tiètteli scritti qui, che so' sentenze;

che ar monno, a 'sta Fajola d'assassini,
lo vòi sapè chi so' l'amichi veri?
Lo vòi sapè chi so' So' li quatrini.

(Cesare Pascarella)

venerdì 23 marzo 2012

Nina, si voi dormite



Sublime interpretazione dell'inarrivabile Gabriella Ferri di "Nina, si voi dormite", vincitrice del concorso di San Giovanni del 1901.....

martedì 13 marzo 2012

9 MARZO 2012 NUNC EST BIBENDUM SERATA-POESIA ROMANA-

























LUNGA VITA A BACCO IN ATTESA DER RESOCONTO DER FIDO SCRIVANO PUBBLICO FOTO E VIDEO DELLA SERATA POESIA E CULTURA DER VINO SOTTOTITOLO -IO ME ARIMAGNO TUTTO-